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Impero ottomano
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Lmweq'mwegImpero ottomano o mwewosmanico,cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] noto anche come mwiaImpero turco (mwiqin turco ottomano دَوْلَتِ عَلِيّهٔ عُثمَانِیّه?, Devlet-i ʿAliyye-i ʿOsmâniyye; mwigin turco mwiwOsmanlı Devleti o mwjaOsmanlı İmparatorluğu, ufficialmente mwjqSublime Stato ottomanocite-ref-7[N 1]), è stato un mwkgimpero mwkwtranscontinentale esistito per 623 anni, dal mwla1299 al mwlq1922, arrivando al suo apice a controllare buona parte dell'mwlgEuropa sud-orientale, dell'mwlwAsia occidentale e del mwmaNord Africa, e parti dell'mwmqEuropa centrale e mwmgorientale. Fu uno degli mwmwimperi più vasti della storia e il più esteso del suo tempo, nel mwnaXVII secolo. Venne fondato, in continuità con il mwnqSultanato selgiuchide di Rūm, alla fine del mwngXIII secolo nell'mwnwAnatolia nord-occidentale dal condottiero mwoaOsman I. Successivamente al mwoq1354 i successori di mwogOsman attraversarono l'mwowEuropa e, con la conquista dei mwpaBalcani, i mwpqbeilicati turchi d'Anatolia contribuirono alla creazione in un mwpgimpero transcontinentale. Nel mwpw1453 gli ottomani misero fine all'mwqaImpero bizantino con la mwqqconquista di Costantinopoli ad opera di mwqgMehmed II il Conquistatore.
Tra il mwraXVI e il mwrqXVII secolo, sotto il regno di mwrgSolimano il Magnifico, l'Impero giunse all'apice del suo potere, diventando un'entità multietnica, e in parte multireligiosa e multiculturale, controllando un immenso territorio, esteso dai confini meridionali del mwrwSacro Romano Impero, fin quasi alle periferie di mwsaVienna e della mwsqPolonia a nord, fino allo mwsgYemen e all'mwswEritrea a sud; dall'mwtaAlgeria a ovest fino all'mwtqAzerbaigian a est, controllando la quasi totalità dei mwtgBalcani, del mwtwVicino Oriente e del mwuaNordafrica. Nei secoli ben sette mwuqguerre turco-veneziane caratterizzarono i controversi rapporti tra l'Impero ottomano e la mwugRepubblica di Venezia, mwuwpartner privilegiati nei commerci ma nemici perenni per il controllo del mwvaMediterraneo e in particolare della mwvqGrecia.
Avendo mwvwCostantinopoli come capitale e un'enorme influenza sul mwwaMediterraneo e sull'mwwqOceano Indiano, l'Impero fu una porta di scambi tra mwwgOriente e mwwwOccidente. Anche dopo la morte di mwxaSolimano l'Impero continuò a mantenere un'economia flessibile e forte per tutto il mwxqXVII e gran parte del mwxgXVIII secolo; tuttavia il lungo periodo di pace che andò dal mwxw1740 al mwya1768 comportò un certo rallentamento nello sviluppo del suo sistema militare che divenne con il tempo più arretrato rispetto a quelli dei suoi rivali europei. Di conseguenza, tra la fine del mwyqXVIII e l'inizio del mwygXIX secolo, gli ottomani subirono gravi sconfitte militari che li indussero ad avviare un processo completo di riforma e modernizzazione dello Stato, noto come mwywTanzimat (Riforme). Ciononostante, l'Impero andò incontro a un lento declino, che lo condusse verso un periodo di instabilità politica, subendo l'influenza mwzaeuropea, così come una potenza economicamente arretrata.
Alleatosi con l'mwzgImpero tedesco agli inizi del mwzwXX secolo nella speranza di sfuggire all'isolamento diplomatico che aveva contribuito alle sue recenti sconfitte, gli ottomani non riuscirono a fronteggiare l'evolversi della mwaageopolitica mondiale del nuovo secolo. Il primo segnale di forte cedimento del longevo impero fu dato in occasione della mwaqguerra italo-turca del 1911-12, quando il giovane mwagRegno d'Italia sconfisse il vetusto Impero ottomano ottenendo il controllo della mwawTripolitania, della mwbaCirenaica e del mwbqDodecaneso. Fu l'inizio di una serie di eventi (mwbgguerre balcaniche) che portarono all'indebolimento e al mwbwcrollo definitivo dell'Impero a seguito della sconfitta nella mwcaGrande Guerra. Gli ottomani combatterono infatti nella prima guerra mondiale dalla parte degli mwcqImperi centrali; nonostante avessero dimostrato di poter fronteggiare le sfide comportate dal conflitto, il dissenso interno, sfociato nella mwcgRivolta araba, compromise irrimediabilmente la situazione politica. Durante questo periodo, il governo ottomano si macchiò di un drammatico mwcwgenocidio contro gli mwdaarmeni, gli mwdqassiri e i mwdgGreci del Ponto.
La successiva sconfitta dell'Impero e l'occupazione di porzioni del suo territorio da parte delle mweapotenze alleate all'indomani della guerra provocarono la perdita dei territori vicino e mediorientali, che mweqfurono divisi tra il mwegRegno Unito e la mwewFrancia. La riuscita mwfaguerra d'indipendenza turca contro gli alleati occupanti portò all'mwfqabolizione del sultanato ottomano e all'emergere della mwfgRepubblica di Turchia nel cuore dell'mwfwAnatolia.
Contents
• Storia
• Diritto
• Economia
• Cultura
• Cucina
• Lingua
• Note
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Storia
Ascesa (1299-1453)
Con la fine del mwjgSultanato di Rum, intorno al 1300, l'mwjwAnatolia si frammentò in molti Stati indipendenti, tra cui i mwkabeilicati turchi d'Anatolia, abitati principalmente da popolazioni nomadi. Uno di questi, situato nell'Anatolia occidentale e guidato dal mwkqmwkgbey mwkwOsman I, figlio di mwlaErtuğrul, divenne noto come l'embrione dell'Impero ottomano. Osman I (da cui deriva la parola "ottomano"), proclamatosi primo mwlqsultano ottomano nel 1299, sfruttò al meglio le potenzialità dei suoi possedimenti, estendendo gradualmente il proprio dominio attraverso scorrerie nei territori circostanti, dando così inizio alle mwlgguerre bizantino-ottomane.cite-ref-8[7]cite-ref-rl393-9-0[8]
Sotto il suo dominio fu creato un formale governo basato sul sistema dei mwoaMillet, il quale garantiva alle minoranze religiose ed etniche una certa autonomia.cite-ref-k294-10-0[9]cite-ref-referencea-11-0[10] Nel 1326, Osman morì ma il suo impero continuò a espandersi sotto i suoi successori.cite-ref-k294-10-1[9]cite-ref-referencea-11-1[10] Il figlio mwsqOrhan I mwsgprese Bursa e ne fece la nuova capitale dell'impero, mentre i suoi discendenti continuarono a estenderne i domini sui mwswBalcani e sul mwtaMediterraneo orientale.cite-ref-rl393-9-1[8]
Il sultano mwugMurad I, che regnò tra il 1359 e il 1389, consolidò ulteriormente il potere degli ottomani; creò il corpo militare dei mwuwgiannizzeri e condusse campagne militari di successo, compresa la vittoria nella mwvabattaglia della Piana dei Merli nel 1389, che segnò il declino dell'mwvqImpero serbo. Le successive conquiste ottomane sotto mwvgMurad I arrivarono a minacciare l'mwvwUngheria a seguito della sconfitta del re mwwaSigismondo nella mwwqbattaglia di Nicopoli nel 1396.cite-ref-12[11]cite-ref-13[12]cite-ref-14[13]
L'espansione degli ottomani subì una brusca interruzione quando il condottiero mwzwmongolo mw0aTamerlano sconfisse il sultano mw0qBayezid I nella mw0gbattaglia di Ancyra nel 1402, causando un momentaneo crollo dell'impero e all'inizio del periodo noto come "mw0wInterregno ottomano".cite-ref-15[14]cite-ref-b30-16-0[15]cite-ref-17[16] La disputa per la successione tra i figli di Bayezid I si concluse nel 1413 con l'ascesa di mw4aMehmet I al trono, che riuscì a restaurare il potere e a intraprendere relazioni diplomatiche e commerciali con i vicini. Con l'ascesa al trono di mw4qMurad II nel 1421, l'impero ottomano riprese la sua spinta espansionistica. Nel 1422 Murad mw4gassediò Costantinopoli senza successo ma mw4wconquistò Tessalonica, un evento considerato un antefatto delle mw5aguerre turco-veneziane.cite-ref-b30-16-1[15]cite-ref-18[17] Successivamente mw7qMurad II intraprese campagne militari per riconquistare i territori dei mw7gBalcani. Nella mw7wbattaglia di Varna nel mw8a1444 e nella mw8qseconda battaglia del Kosovo nel 1448, gli ottomani sconfissero le forze coalizzate mw8gpolacche e mw8wungheresi, consolidando così il dominio nella regione.cite-ref-19[18]cite-ref-20[19]cite-ref-21[20]
Maometto II conquista Costantinopoli
Sotto il regno di mwaqoMaometto II, figlio di Murād e noto come "il Conquistatore", l'Impero ottomano raggiunse il suo apice con la mwaqsconquista di Costantinopoli nel 1453, segnando la fine dell'mwaqwImpero romano d'Oriente e aprendo la strada all'espansione ottomana in mwaq0Europa.cite-ref-rl394-22-0[21]cite-ref-23[22] Successivamente, infatti, Maometto riuscì a conquistare la mwaryGrecia (1456), la mwarcMorea (1460), parti di Anatolia (1472), mwargcolonie genovesi del mwarkMar Nero (1475) e l'mwaroAlbania (1481).cite-ref-24[23]
Dopo la sua morte, avvenuta, nel 1481, scoppiò una guerra di successione tra i suoi figli, mwasaBayezid e mwaseCem. Quest'ultimo si alleò con i mwasiMamelucchi, ma alla fine venne sconfitto e morì nel 1495.cite-ref-referenceb-25-0[24] Il sultano mwascBayezid II, privo dell'indole guerriera dei suoi predecessori, favorì la pace e perfino trattative con le potenze cristiane, suscitando il malcontento tra i suoi sudditi.cite-ref-26[25]
La sua debolezza portò alla guerra civile tra i suoi figli Şehzade Ahmet e Selim, culminando con l'abdicazione di Bayezid II il 25 aprile 1512 e l'ascesa al potere di mwas4Selim I, il figlio cadetto. Egli consolidò ulteriormente il potere ottomano, ampliando i confini dell'impero e portando avanti le politiche di espansione militare e diplomatica, inaugurate dai suoi predecessori.cite-ref-k302-27-0[26]
Espansione (1453-1566)
Il mwatcXVI secolo segna un periodo di espansione significativa per l'Impero ottomano, guidato dai sultani Selim I e mwatgSolimano il Magnifico.
mwatoSelim I successe a mwatsBayezid II e si distingue per la sua determinazione e ferocia; sterminò tutti i suoi fratelli, mettendo così fine alla mwatwguerra civile in corso dal mwat01509 al mwat41512 e che aveva messo in ginocchio l'impero, poi fece avvelenare suo padre.cite-ref-k302-27-1[26] La sua attenzione si rivolse all'mwaumImpero persiano safavide, considerato uno dei principali nemici, sia per motivi religiosi che geopolitici. Nel mwauq1514 mwauuSelim iniziò una campagna militare, il primo atto delle mwauyguerre ottomano-persiane che si protrarranno fino al mwaucXIX secolo, conseguendo un'importante vittoria nella mwaugbattaglia di Cialdiran. Successivamente estese il dominio ottomano su mwaukBaghdad, su parte dell'mwauoAnatolia e del mwausKurdistan.cite-ref-k302-27-2[26]cite-ref-k303-28-0[27]
Con mwavsSolimano il Magnifico, l'Impero ottomano raggiunse il suo apice. mwavwSolimano conquistò mwav0Belgrado, mwav4Rodi e trionfò nella mwav8battaglia di Mohács nel mwawa1526 contro mwaweLuigi II d'Ungheria e Boemia, estendendo il dominio turco su parte del mwawiRegno d'Ungheria.cite-ref-29[28]cite-ref-v13-30-0[29] Tuttavia, fallì l'impresa di mwawsprendere Vienna nel 1529. Il sultano, inoltre, stabilì alleanze con la mwawwFrancia di mwaw0Francesco I contro il mwaw4Sacro Romano Impero degli mwaw8Asburgo e guidò campagne militari di successo contro l'mwaxaImpero safavide che costrinse, nel mwaxe1555, a firmare la mwaxipace di Amasya.cite-ref-31[30]cite-ref-32[31]cite-ref-33[32]cite-ref-v14-34-0[33]
L'età di mwayqSolimano fu caratterizzata anche da progressi nella mwayucultura, nell'mwayyarte e nella mwayclegislazione. Durante il suo regno, anche grazie al lavoro del mwaygmwaykGran Mufti mwayoEbussuud Efendi vennero armonizzate le leggi ottomane (mwayskanun) e quelle religiose (mwaywShari'a) e si assiste a un fiorente periodo letterario e artistico. Il grande architetto mway0Mi'mār Sinān dette un forte impulso all'mway4architettura, ridisegnando i panorami di molte roccaforti dell'impero, realizzando mway8moschee di grande eleganza come la celebre mwazaSuleymaniye.cite-ref-35[34]cite-ref-36[35]
Sebbene allo stesso mwazoSolimano si debbono i successi conseguiti, non si deve comunque dimenticare il contributo dei suoi molti funzionari che componevano il mwazsmwazwdiwan, fra tutti i suoi mwaz0gran visir mwaz4Pargali Ibrahim Pascià, mwaz8Rüstem Pascià e mwaaaSokollu Mehmed Pascià. Alla fine del suo regno, l'impero contava 15 milioni di abitanti, i suoi confini si estendevano da mwaaeVienna a mwaaiBaghdad e attraverso l'mwaamAfrica settentrionale; Istanbul appariva come un attore significativo e accettato dello scacchiere europeo.cite-ref-37[36]cite-ref-38[37]cite-ref-39[38]
Dopo la morte di Solimano il suo successore, il figlio mwabeSelim II, non dimostrò la stessa competenza del padre.cite-ref-m175-40-0[39]cite-ref-b96-97-41-0[40] Durante il suo regno, l'Impero ottomano fu coinvolto in diversi conflitti con i cristiani, compresa la mwaboguerra di Cipro in cui, nonostante un'iniziale vantaggio, gli ottomani subirono una pesante sconfitta nella mwabsbattaglia di Lepanto nel mwabw1571, sebbene riuscirono rapidamente a recuperare e a continuare le proprie conquiste.cite-ref-m175-40-1[39]
Trasformazione (1566-1703)
Nel mwac0XVII secolo l'Impero ottomano attraversò un periodo di trasformazione caratterizzato da una serie di eventi politici, militari e sociali significativi. Dopo la morte di mwac4Selim II nel mwac81574 salì al trono il figlio mwadaMurad III seguito alla sua morte nel mwade1595 da mwadiMehmed III. Entrambi i sovrani si mostrarono poco interessati al governo effettivo, lasciando gran parte del potere ai favoriti e alle loro madri (mwadmmwadqValide Sultan) e consorti (mwadumwadyHaseki Sultan), inaugurando il periodo del "mwadcSultanato delle donne", caratterizzato da un'instabilità politica.cite-ref-m175-40-2[39]cite-ref-m257-42-0[41]
Le province dell'impero erano spesso agitate e vi furono rivolte interne. Tra il mwaee1578 e il mwaei1590 gli ottomani furono coinvolti in una mwaemguerra contro l'Iran, che si concluse con la perdita di territori.cite-ref-m176-43-0[42] Le guerre con gli mwaegAsburgo, in particolare la mwaeklunga guerra, crearono ulteriori difficoltà. Nonostante alcuni successi iniziali, l'impero subì sconfitte significative. Il conflitto si concluse con la mwaeopace di Zsitvatorok, che segnò la fine dell'espansione ottomana verso l'Occidente cristiano.cite-ref-m257-42-1[41]cite-ref-m176-43-1[42]cite-ref-m255-44-0[43]
Il sultano mwafgAhmed I, succeduto a mwafkMehemd nel mwafo1603, cercò di affrontare la crescente corruzione e l'indisciplina nell'mwafsesercito, ma morì nel mwafw1617, lasciando l'impero in crisi. Sotto il regno del giovane mwaf0Osman II furono intraprese riforme significative, ma queste portarono anche al suo mwaf4assassinio nel mwaf81622. Nel frattempo, le frontiere orientali furono minacciate dai mwagaSafavidi di mwagePersia guidati dallo mwagiscià mwagmʿAbbās I il Grande. Il mwagqconflitto tra i due imperi conobbe alterni successi, ma alla fine si concluse senza particolari modifiche territoriali.cite-ref-m255-44-1[43]
mwagoMurad IV, che salì al trono a undici anni, governò con risolutezza e le sue riforme ristabilirono l'ordine e rinvigorirono l'impero, benché se il suo regno fu contraddistinto da dure repressioni e da limitazioni delle libertà personali. Egli ottenne successi militari contro i mwagsSafavidi e restaurò il controllo ottomano su mwagwBaghdad. Morì nel mwag01640, lasciando un'impronta duratura grazie alle sue politiche e le sue riforme.cite-ref-45[44]cite-ref-46[45]
Il successore, mwahwIbrahim I, mostrò fin da subito scarso interesse nel governo tanto che molti lo ritennero affetto da una mwah0malattia mentale. Il potere fu principalmente detenuto dalla madre mwah4Kösem Sultan e dal mwah8mwaiagran visir mwaieKemankeş Kara Mustafa Pascià, che però venne destituito e giustiziato agli inizi del mwaii1644. Con l'instabilità politica venutasi a creare, l'Impero ottomano si trovò a dover affrontare una situazione caotica: nel mwaim1635 scoppiò la mwaiqguerra di Candia contro mwaiuVenezia mentre le finanze pubbliche entrarono in crisi tanto che non si riuscì a pagare regolarmente l'esercito. Tutto ciò portò alla destituzione e all'assassinio di Ibrahim I e alla salita al trono del figlio mwaicMehmed IV di soli sei anni. Si inaugurò così un nuovo capitolo del "Sultanato delle donne", con il potere detenuto dalla madre mwaigTurhan Hatice Sultan.cite-ref-47[46]
Tra il mwai41644 e il mwai81656 si susseguirono ben diciotto mwajamwajegran visir, quattro dei quali giustiziati e undici destituiti. Il deficit delle casse imperiali raggiunse una cifra notevole, le rivolte tra mwajigiannizzeri e dei mwajmsipahi furono frequenti, così come quelle delle diverse corporazioni cittadine. Gli mwajqulema spinsero verso una politica mwajuconservatrice, aggravando lo stato di arretratezza dell'impero.cite-ref-48[47]
Nel frattempo la guerra contro la mwajsRepubblica di Venezia aveva provocato pesanti sconfitte. Il mwajwsultano, incapace di affrontare la situazione, nominò mwaj0Mehmet Köprülü come mwaj4mwaj8gran visir, che accettò solo dopo aver ottenuto pieni poteri. Grazie a lui ebbe inizio un periodo di stabilità e riordino amministrativo.cite-ref-49[48] La carica di mwakqgran visir divenne appannaggio della famiglia mwakuKöprülü, con mwakyFazıl Ahmed Köprülü che proseguì la politica del padre.cite-ref-50[49] Dopo di lui, nel mwaks1676, venne nominato mwakwKara Mustafa Pascià, ambizioso ma con scarso successo nelle campagne militari. La sua più grande sconfitta nel mwak0secondo assedio ottomano di Vienna nel mwak41683 portò alla sua destituzione e alla nomina di mwak8Kara İbrahim Pascià come suo successore.cite-ref-m273-51-0[50]cite-ref-52[51]
L'Impero ottomano mwalkdovette affrontare una mwalocoalizione tra Paesi cristiani che si tramutò in ulteriori sconfitte. L'impero si trovò nuovamente nel caos con il sultano mwalsMaometto IV sostituito con il fratello mwalwSolimano II, ma sarà la nomina a mwal0mwal4gran visir dell'energico mwal8Bekri Mustafa Pascià a sedare la situazione. La guerra terminò nel mwama1699 con la mwamepace di Carlowitz; gli ottomani persero vaste porzioni di territorio, mettendo in luce la decadenza strutturale dell'impero.cite-ref-53[52]
Stagnazione e riforme (1703-1808)
Il mwam8XVIII secolo fu un periodo di conflitti esterni e riforme interne. Con la mwanapace di Passarowitz del 1718 si mise fine alla mwaneseconda guerra di Morea contro Venezia consentendo agli ottomani di rientrare in possesso dei territori persi in mwaniGrecia ma subendo ingenti perdite nei mwanmBalcani. Il trattato segnerà anche la fine dei conflitti con la Serenissima.cite-ref-54[53] Le mwangguerre con Austria e Russia segnarono un importante successo per gli ottomani che riconquistarono la mwankSerbia settentrionale, fissando i confini con l'mwanoAustria sulla linea formata dai fiumi mwansSava e mwanwDanubio. Nello stesso anno l'Impero ottomano siglò anche il vantaggioso mwan0trattato di Zuhab con cui si mise fine alla lunga mwan4guerra ottomano-safavide, che riconosceva il controllo ottomano sull'mwan8Iraq.cite-ref-m296-55-0[54] A livello interno, la ribellione dei giannizzeri portarono nel 1730 alla deposizione del sultano mwaouAhmed III e alla sua sostituzione con il nipote mwaoyMahmud I.cite-ref-m296-55-1[54]
Successivamente, sotto il regno di mwaowMustafa III, iniziato nel 1757, furono intensificate le riforme miranti a modernizzare l'esercito e l'apparato statale, ispirandosi ai modelli europei. Durante la mwao0guerra russo-turca, a gennaio del 1769, l'esercito turco-tartaro, forte di mwao470000 uomini, lanciò uno degli attacchi più grandi ed estesi contro la mwao8Russia della storia, che fu respinto dalla guarnigione di mwapa6000 uomini del mwapeForte di Sant'Elisabetta. Successivamente, le truppe del generale mwapiRumjancev ricacciarono gli invasori nel mwapmMar Nero. A seguito della guerra del 1774, l'Impero ottomano subì una grave sconfitta, perse la costa settentrionale del mwapqMar Nero e la mwapuCrimea. La firma nel 1792 dello svantaggioso mwapytrattato di Iași, con cui si mise fine alla mwapcguerra russo-turca evidenziò la crescente debolezza dell'impero.cite-ref-56[55]
In questi anni, le riforme più significative riguardarono l'ambito dell'mwap0istruzione e della mwap4tecnologia. Furono fondate istituzioni di istruzione superiore, come l'mwap8Università tecnica di Istanbul. Molti tecnici occidentali vennero chiamati nell'auspicio di colmare l'arretratezza tecnologico, suscitando tuttavia astio da parte dei tradizionalisti. mwaqaIbrahim Muteferrika ottenne il permesso di pubblicare libri profani attraverso la mwaqestampa, segnando un passo importante verso l'accesso alla conoscenza.cite-ref-57[56]
mwaqcSelim III, sul trono dal 1789, fu un precursore dei riformatori ottomani del secolo successivo. Introdusse riforme dell'apparato militare soprattutto nei confronti dei giannizzeri e dei mwaqgsipahi, ma il loro conservatorismo ne ostacolò l'applicazione. In politica estera perseguì la diplomazia con le potenze europee, dimostrando di apprezzare le idee mwaqkilluministiche, anche se interruppe i rapporti con la Francia durante l'mwaqoinvasione napoleonica dell'Egitto.cite-ref-m461-462-58-0[57] Il suo regno fu segnato da rivolte interne, come quella dei mwaq8wahhabiti in mwaraArabia e quelli dei movimenti indipendentisti in diverse province. Fu deposto nel 1807 dopo aver negoziato con i giannizzeri ribelli e sostituito mwareMustafa IV nel primo dei mwaricolpi di stato ottomani del 1807-1808. Successivamente Selim III tentò di riprendere il potere marciando insieme a mwarmAlemdar Mustafa Pascià sulla capitale, ma finì per essere giustiziato. Le sue riforme vennero abolite dal debole Mustafà, il cui regno durò assai poco, essendo deposto e rimpiazzato nel mwarq1808 dal fratello mwaruMahmud II.cite-ref-59[58]
Declino e modernizzazione (1808-1908)
mwasiMahmud II, dopo avere affrontato diverse conflitti, tra cui mwasmquello contro i wahhabiti e la mwasqguerra d'indipendenza greca, il sultano intraprese un processo di modernizzazione dell'esercito e della società ottomana.cite-ref-60[59]cite-ref-61[60] Una delle sue azioni più significative fu l'abolizione dei mwas0giannizzeri nel mwas41826, rappresentando un sostanziale indicatore di cambiamento e di rottura con le vecchie tradizioni militari dell'impero. Mise in atto anche riforme sociali ed economiche, come l'adozione del mwas8mwatafez rosso, l'istituzione di mwateministeri, l'avvio di fabbriche statali e la sostituzione della mwatilingua persiana con il mwatmfrancese nelle classi superiori.cite-ref-62[61]
Il periodo delle mwatkTanzimat, iniziato ufficialmente nel mwato1839 e conclusosi nel mwats1876, si caratterizzò da ulteriori riforme volte a modernizzare l'impero, come l'introduzione della mwatwcarta moneta, dell'mwat0inno nazionale e una mwat4bandiera, nonché la riforma del mwat8sistema bancario e mwauagiuridico.cite-ref-barbero-pp-190-191-63-0[62] Inoltre, vennero aboliti i mwauumillet, le comunità autonome religiose mentre vennero introdotte misure per promuovere l'uguaglianza di fronte alla legge tra le diverse confessioni.cite-ref-64[63]cite-ref-65[64] Tra il mwau41853 e il mwau81856 l'Impero ottomano si trovò impegnato nella mwavaguerra di Crimea contro la mwaveRussia che lo misero in difficoltà economiche costringendolo a richiedere prestiti esteri e alla fine a dichiarare mwavibancarotta nel 1875.cite-ref-66[65]cite-ref-67[66]cite-ref-68[67] Ciò condusse l'intervento degli europei nell'amministrazione del debito pubblico, compromettendo ulteriormente l'indipendenza economica dell'impero.cite-ref-69[68]cite-ref-70[69]
mwawgAbdul Hamid II fu un sultano noto per il suo regime mwawkautocratico e la sua dedizione nel ritardare la modernizzazione del paese. Salito al potere nel mwawo1876, promulgò mwawsuna costituzione che però sospese solo due anni dopo.cite-ref-71[70] Il suo regno fu, inoltre, segnato da una serie di eventi traumatici, come la mwaxaguerra russo-turca (conclusasi con lo svantaggioso mwaxeCongresso di Berlino) e i mwaximassacri hamidiani, e dalla crescente disgregazione dell'impero.cite-ref-72[71]cite-ref-73[72]
Il regime autocratico di mwaxwHamid II portò all'emergere del movimento dei mwax0Giovani Turchi, un gruppo di intellettuali e ufficiali dell'esercito che ambivano a trasformare l'impero in una mwax4monarchia costituzionale. Nel mwax81908, essi forzarono il sultano a ripristinare la costituzione e a convocare un parlamento. Il sultano però continuò a esercitare un rigido controllo e, nel mwaya1909, venne deposto dopo un breve periodo di mwayecontrorivoluzione guidata da mwayiintegralisti religiosi.cite-ref-74[73] Il successivo governo dei Giovani Turchi, con mwaycMehmet V come sultano, avviò un programma di modernizzazione e riforme, abolendo la mwaygschiavitù, aprendo fabbriche e istituendo i primi mwayksindacati.cite-ref-75[74] Nonostante alcune resistenze la progressiva occidentalizzazione continuò. La condizione delle donne, ancora soggette a forme di segregazione, andò incontro a un inizio di emancipazione: nel 1911 venne inaugurato il primo liceo femminile, nel mway41913 nacquero le prime organizzazioni femminili.cite-ref-76[75]
Dissoluzione (1908-1922)
Il governo dei mwaz0Giovani Turchi tentò di modernizzare il Paese, ma fallì nel suo intento di evitare il declino internazionale. Nel mwaz41911, il mwaz8Regno d'Italia di mwa0aGiovanni Giolitti iniziò una guerra per conquistare le mwa0eregioni ottomane della Tripolitania e della mwa0iCirenaica che si concluse con la mwa0mpace di Losanna nel mwa0q1912, dove gli ottomani furono costretti a rinunciare alle suddette regioni all'mwa0uItalia. Nel frattempo nel mwa0y1912 era scoppiata la mwa0cprima guerra balcanica che portò alla perdita quasi completa delle province europee.cite-ref-77[76]
Nel mwa001914, con lo scoppio della mwa04prima guerra mondiale, l'Impero ottomano si alleò con le mwa08potenze centrali, nonostante una iniziale divisione sull'entrare in guerra o meno.cite-ref-78[77]cite-ref-79[78]cite-ref-willmott-74-80-0[79] Il conflitto si rivelò drammatico causando sconfitte e perdite di territori. A causa della guerra la popolazione dovette patire grandissime ristrettezze e nell'insuccesso il governo trovò negli mwa1warmeni un capro espiatorio i quali furono vittime di un mwa10genocidio. La guerra ebbe anche l'effetto di accelerare le politiche di modernizzazione dell'impero, ma la sconfitta non fu comunque evitabile.cite-ref-81[80]
Nel mwa2m1918, conclusosi il conflitto, i territori dell'Impero ottomano furono limitati all'mwa2qAnatolia, mentre le regioni del mwa2uVicino Oriente passarono sotto il controllo di mwa2yFrancia e mwa2cGran Bretagna.cite-ref-82[81] Tra il mwa2w1919 e il mwa201922 venne combattuta anche la sanguinosa mwa24guerra greco-turca.cite-ref-83[82] La drammatica situazione in cui si trovarono a vivere gli ottomani mise in fortissima crisi la struttura di governo e nel mwa3m1922 l'mwa3qimpero cessò formalmente di esistere. L'anno successivo venne proclamata la mwa3uRepubblica di Turchia, con mwa3yMustafa Kemal Atatürk come primo presidente.cite-ref-84[83]
Struttura e organizzazione amministrativa
La struttura amministrativa all'interno del grande impero era dominata dal mwa4csultano, che aveva come mwa4gprimo ministro un mwa4kgran visir. Il sultano era coadiuvato nelle funzioni di governo da personale amministrativo e militare ben addestrato e, soprattutto, da lui direttamente dipendente. Spesso, infatti, i funzionari venivano reclutati tra gli schiavi del sultano: si trattava di giovani cristiani catturati nel corso delle conquiste o delle razzie, convertiti alla fede islamica e poi arruolati nell'esercito o inseriti nei quadri amministrativi. Dopo la mwa4oconquista di Costantinopoli, la residenza ufficiale dei sultani turchi fu il grandioso palazzo del mwa4sTopkapi ad mwa4wIstanbul. Alla sfarzosa corte ottomana erano presenti molti mwa40eunuchi, che erano per lo più mwa44nordafricani. L'Impero ottomano era frazionato in 21 mwa48regioni, governate da 21 mwa5apascià, che avevano a disposizione 250 mwa5eBey. Importanti elementi dell'impero erano i mwa5igiannizzeri, una mwa5mfanteria d'mwa5qélite, caratterizzato dal suo precoce uso dell'mwa5uartiglieria, che sindacò talora pesantemente con le sue prese di posizione la vita politica dell'impero.
Fino al mwa5cXX secolo l'impero era suddiviso nei tre grandi territori di mwa5gEuropa, mwa5kAsia e mwa5oAfrica, governati da un mwa5smwa5wbeylerbeyi d'Europa e uno d'Asia: questi erano suddivisi in province (mwa50eyalet) a sua volta distinte in governi dei pascià (mwa54pascialati, in mwa58turco mwa6apashalik) e dei mwa6esangiaccati (mwa6isangiak in Europa e mwa6mliwa in Asia). I sangiacchi erano governatori militari con diritto di bandiera (mwa6qsanjak) concesso dal sultano. La capitale mwa6uIstanbul costituiva un distretto separato.
Devscirme
Tra il mwa7iXIV e il mwa7mXVII secolo nell'Impero ottomano fu in vigore un sistema di mwa7qcoscrizione forzosa di adolescenti cristiani per essere destinati alla carriera militare o a quella di funzionario imperiale. Tale pratica, detta mwa7umwa7ydevscirme, traducibile come “raccolta”, avveniva periodicamente a intervalli di circa 4-5 anni e vedeva alcuni ufficiali dei giannizzeri recarsi nei villaggi dei Balcani dove selezionavano gli adolescenti che apparivano più promettenti.cite-ref-85[84]cite-ref-86[85] Quelli reclutati venivano condotti verso la capitale dell'impero per essere sottoposti a un'ulteriore selezione. La gran parte di essi era destinata a essere affidata a contadini dell'mwa78Anatolia affinché venissero convertiti all'mwa8aIslam e sottoposti a una rigida disciplina perché poi potessero servire come soldati nei mwa8egiannizzeri;cite-ref-87[86] i migliori invece venivano inseriti nei palazzi imperiali di Galatasaray, di mwa8yTopkapi o di mwa8cEdirne, oppure in quelli appartenenti ad alti dignitari. A questo gruppo di eccellenza veniva quindi impartita un'educazione di alto livello e si abituavano alla vita di corte.cite-ref-88[87] Dopo un lungo periodo coloro che avevano dimostrato qualità superiori avevano l'occasione di ricoprire le cariche più importanti dell'impero. Molti mwa8wmwa80visir della storia vennero reclutati in questo modo, come molti mwa84mwa88kapudan pasha (comandante della flotta) o mwa9aagha dei giannizzeri.cite-ref-89[88] Dal 1453 al 1623, tra i 47 mwa9ugran visir che si succedettero, solo cinque erano certamente di origine turca.cite-ref-90[89] Un caso emblematico è quello di mwa9oSokollu Mehmed Pascià, nato in una famiglia mwa9scristiana ortodossa di mwa9wVišegrad nell'attuale mwa90Bosnia ed Erzegovina, scelto nel mwa94mwa98devscirme, scalò velocemente la scala gerarchica arrivando a diventare una delle persone più potenti dell'impero.cite-ref-b96-97-41-1[40]
Sebbene essi fossero considerati schiavi del sultano, a questi ragazzi provenienti esclusivamente da famiglie cristiane (la legge islamica proibiva la schiavitù dei musulmani) talvolta molto povere, veniva data un'opportunità unica di crescere di prestigio ed economicamente, al costo dell'abbandono delle loro famiglie di origine. Inoltre questa schiavitù non negava loro la possibilità di competere con gli altri musulmani di nascita in qualsiasi aspetto della vita civile e militare. Non deve perciò sorprendere che, talvolta, fossero i loro stessi genitori a spingere i funzionari affinché scegliessero i loro figli.cite-ref-91[90]cite-ref-92[91]
Diritto
L'ordinamento giuridico ottomano adottò, per i suoi sudditi, la legge religiosa ma allo stesso tempo il mwa-kQanun (o mwa-oKanun), un sistema legale secolare (laico), poté coesistere con la mwa-sSharia. L'Impero ottomano fu sempre organizzato attorno a un sistema di mwa-wgiurisprudenza locale, facente però parte di un più ampio schema di bilanciamento tra autorità centrale e regionale.cite-ref-benton-109-110-93-0[92] Il potere ruotava in modo cruciale attorno all'amministrazione dei diritti sulla terra, il che dava spazio all'autorità locale per sviluppare le esigenze del mwbaeMillet (una confessione religiosa locale). In un certo qual modo la complessità giurisdizionale mirava a consentire l'integrazione di gruppi culturalmente e religiosamente diversi.cite-ref-benton-109-110-93-1[92] L'apparato ottomano si contraddistingueva per tre sistemi giudiziari distinti: uno per i musulmani, uno per i non musulmani (con ebrei e cristiani che potevano nominare un governante per le rispettive comunità) e un "tribunale commerciale". L'intera impalcatura era regolata dall'alto per mezzo del mwbayQanun, che vantava origini da rintracciarsi in epoca pre-islamica.
Simili sistemi giudiziari non erano tuttavia del tutto esclusivi: per esempio ai tribunali islamici, che erano quelli primari dell'impero, vi si poteva altresì ricorrere per risolvere un conflitto commerciale o controversie tra parti in causa di religioni diverse; spesso ebrei e cristiani si rivolgevano ai giudici di tale organo per ottenere una decisione maggiormente autorevole su una controversia. Lo Stato ottomano tendeva a non interferire con i sistemi di diritto religioso non musulmano, nonostante legalmente avesse il potere di intervenire attraverso i governatori locali. Il corpus della mwbagSharia islamica venne sviluppato da una combinazione tra il mwbakCorano, lmwbao'mwbasmwbawḤadīth, o parole del profeta mwba0Maometto, il mwba4mwba8ijma', o consenso dei membri della comunità musulmana, il mwbbamwbbeqiyas, un'applicazione mediante mwbbianalogia dei precedenti giurisprudenziali e i costumi locali. Il metodo con cui operava l'ordinamento imperiale si apprendeva nelle scuole di legge, localizzate a mwbbmIstanbul e a mwbbqBursa.
Il sistema giuridico islamico ottomano venne istituito in modo diverso rispetto ai tribunali europei tradizionali: a presiedere i tribunali islamici veniva nominato un mwbbymwbbcQadi, o giudice. A partire dall'abbandono della mwbbgmwbbkIjtihad, l'interpretazione dei mwbboQadi in tutto l'Impero ottomano si concentrò meno sui precedenti legali e più sui costumi e le tradizioni locali nelle aree sottoposte alla loro giurisdizione.cite-ref-benton-109-110-93-2[92] Tuttavia l'apparato deficitava in merito alla presenza di un grado di appello, portando a casi giurisdizionali in cui i querelanti potevano presentare le proprie controversie da un campo giudiziario a un altro, fino a quando non avessero ottenuto una sentenza a loro favore.
Alla fine del mwbcqXIX secolo il sistema legale andò incontro a una riforma sostanziale che tendeva alla sua modernizzazione e che ebbe inizio con l'mwbcueditto di Gülhane del mwbcy1839.cite-ref-review-niza-94-0[93] Queste riforme inclusero il concetto di «processo equo e pubblico di tutti gli accusati indipendentemente dalla loro religione», la creazione di un meccanismo di «competenze separate, religiose e civili» e la convalida delle testimonianze dei non musulmani. Vennero, inoltre, emanati specifici codici della terra (mwbcs1858), codici civili (mwbcw1869-mwbc01876) e un codice di procedura civile.cite-ref-int-handbook-95-0[94]
Queste riforme erano fortemente basate su modelli francesi, come dimostrato dall'adozione di un sistema giudiziario a tre livelli. Denominato mwbdmNizamiye, questo sistema venne esteso al livello del magistrato locale con la promulgazione finale del mwbdqMejelle, un codice civile che regolava il mwbdumatrimonio, il mwbdydivorzio, gli mwbdcalimenti, la volontà e altre questioni relative allo status personale. Nel tentativo di chiarire la divisione delle competenze giudiziarie, un consiglio amministrativo stabilì che le questioni religiose dovevano essere gestite dai tribunali religiosi e le questioni statutarie dovevano essere gestite dai tribunali di Nizamiye.cite-ref-int-handbook-95-1[94]
Organizzazione militare
La prima unità militare dello stato ottomano fu un esercito organizzato dallo stesso Osman I e composto da appartenenti alle tribù che abitavano le colline dell'mwbecAnatolia occidentale nel tardo mwbegXIII secolo. Con la progressione dell'impero il sistema militare divenne un'organizzazione sempre più complessa con un preciso e rigido sistema di reclutamento dei soldati. Il corpo principale dell'esercito ottomano comprendeva la mwbekfanteria (con i celebri giannizzeri), la mwbeocavalleria, i reparti di mwbesartiglieria, la marina e le unità speciali.cite-ref-96[95]
La fanteria (mwbfepiyade) era costituita da diversi reparti i cui componenti provenivano soprattutto dalla frontiera ed, oltre al combattimento, svolgevano ulteriori compiti come la ricognizione, gli scavi, il presidio di fortezze o, talvolta, venivano impiegati a bordo della navi. Tra di essi vi era il famoso corpo dei mwbfigiannizzeri (mwbfmYeniçeri), reclutati tramite il mwbfqmwbfudevscirme erano di diritto schiavi del sultano (e lui stesso ne faceva, formalmente, parte) e costituivano un corpo di mwbfyélite. Il loro numero crebbe nel corso dei secoli, dai circa 6000 ai tempi di mwbfcMaometto II ai mwbfg35 000 del 1598; così come il loro potere che sfociò talvolta in rivolte. Considerati un peso, sia per le finanze statali che per l'autorità del sultano, i giannizzeri finirono per essere sterminati in quello che viene chiamato mwbfkincidente di buon auspicio. Ai giannizzeri, inoltre, era affidata la tutela dell'ordine pubblico e dello spegnimento degli incendi a Costantinopoli; non fu raro che ai migliori di essi vennero offerti mwbfomwbfstimar e cariche governative, fino ad arrivare a diventare, in alcuni casi, mwbfwgran visir.cite-ref-97[96]cite-ref-98[97]
La mwbgocavalleria ottomana (mwbgsmüsellems) si divideva in mwbgwmwbg0spahi (mwbg4cavalleria pesante) e mwbg8mwbhaakinci (mwbhecavalleria leggera). Composta in gran parte da mwbhimwbhmtimariot, tra il mwbhqXV e il mwbhuXVI secolo contava circa mwbhy50 000 appartenenti che vivevano soprattutto nelle provincie, in quanto la loro remunerazione consisteva quasi sempre nell'assegnazione di mwbhcmwbhgtimar (privilegi fiscali su fondi provinciali). La loro funzione in battaglia era quella di proteggere i fianchi dei mwbhkgiannizzeri.
La mwbhsmarina ottomana venne sviluppata tra il XV e il XVI secolo, quando l'impero si trovò a fronteggiare mwbhwVenezia, mwbh0Genova, mwbh4Spagna e i pirati. Grazie alla sua flotta che arrivò a contare tra le 100 e le 150 unità navali, perlopiù costruite negli imponenti mwbh8arsenali di mwbiaGallipoli e mwbieGalata, ben presto divenne padrona assoluta del mwbiiMediterraneo dove perse la sua invincibilità rimase intatta dalla mwbimbattaglia di Prevesa del 1538 alla mwbiqbattaglia di Lepanto del mwbiu1571. A capo della flotta vi era il mwbiymwbickapudan paşa il più famoso dei quali fu senza dubbio mwbigKhayr al-Din Barbarossa.cite-ref-99[98]cite-ref-100[99]
Benché l'mwbjiartiglieria fosse stata sviluppata piuttosto precocemente, all'interno dell'impero scarseggiarono spesso le capacità tecniche perché evolvesse e, pertanto, fin dal mwbjmXV secolo si procedette nel far arrivare nella capitale tecnici stranieri, soprattutto tedeschi e francesi.cite-ref-101[100] La prima fonderia destinata alla produzione di armi da fuoco nella capitale fu voluta dal mwbjgsultano Maometto II e sorse dove oggi si trova la mwbjkMoschea di Kılıç Ali Pascià, ma fu sotto mwbjoSolimano il Magnifico che vi fu uno degli incrementi maggiori del reparto che passò dai 695 cannonieri del mwbjs1527 ai mwbjw1 204 del mwbj01567.cite-ref-102[101]
A partire dal mwbkmXVII secolo la forza militare ottomana andò progressivamente in crisi. Capendo la necessità di una riforma, nel mwbkq1730 il sultano mwbkuMahmud I iniziò una riorganizzazione dell'esercito che tuttavia venne contrastata dai giannizzeri che permisero di operare solamente sul reparto di artiglieria al cui rimodernamento collaborò il generale francese mwbkyClaude Alexandre de Bonneval che nel mwbkc1734 fondò un'importante scuola.cite-ref-103[102] Nel mwbkw1826 il sultano mwbk0Mahmud II sciolse il corpo dei giannizzeri e fondò il moderno esercito moderno, chiamato mwbk4mwbk8Nizam-ı Jedid. Ma le vere riforme, dopo quelle tentate da Selim III, che portarono al moderno esercito ottomano, si ebbero solamente nel mwblaXIX secolo con la serie di rinnovamenti note come mwbletanzimat.cite-ref-m461-462-58-1[57]cite-ref-barbero-pp-190-191-63-1[62]
Successivamente alla perdita della Grecia, avvenuta nel 1821, e dell'mwblsAlgeria, nel 1830, il potere navale ottomano andò incontro a un inesorabile declino che si tradusse in un'incapacità di controllare i propri lontani territori di oltremare.
Il sultano mwbmeAbdülaziz (regnante dal mwbmi1861 al mwbmm1876) tentò di ristabilire la propria mwbmqmarina militare progettando di costruire la più grande flotta dopo quella di mwbmuGran Bretagna e mwbmyFrancia. Nel mwbmc1866 il primo mwbmgsottomarino in forza all'Impero ottomano venne realizzato nel cantiere navale di mwbmkBarrow, in mwbmoInghilterra. Tuttavia la debole economia ottomana non permise di sostenere tale flotta per lungo tempo, tanto che sotto il sultano mwbmsAbdul Hamid II la maggior parte delle navi venne abbandonata all'interno del corno d'oro dove rimasero inattive per una trentina d'anni. Nel mwbmw1910 acquisirono per la flotta le moderne corazzate mwbm0Barbaros Haireddinmwbm4 e mwbm8Turgut Reis, di fabbricazione tedesca. Rimasero nel mwbnaBosforo però quando persero la mwbneLibia nel mwbni1912, durante la mwbnmguerra italo-turca.
Nonostante questo all'inizio della mwbnuprima guerra mondiale condussero vittoriosamente la mwbnycampagna di Gallipoli, ma in seguito seguirono il destino degli austro-ungarici. Il movimento dei mwbncgiovani turchi si propose di modernizzare anche le forze armate.
Economia
Il governo ottomano perseguì una politica economica basata sullo sviluppo di grandi centri commerciali e industriali, come mwbnoBursa, mwbnsEdirne e mwbnwIstanbul.cite-ref-inalcik1970209-104-0[103] Considerando indispensabile la presenza di eccellenti artigiani e commercianti per la crescita di una mwboemetropoli, il mwboisultano Maometto II e il suo successore mwbomBayezid II, accolsero con favore e incoraggiarono l'arrivo di molti mwboqebrei provenienti da diverse parti d'Europa, invitandoli a stabilirsi a mwbouIstanbul e in altre città portuali come mwboySalonicco. A quel tempo in gran parte dell'mwbocEuropa gli mwbogebrei erano vittime di mwbokpersecuzioni da parte dei mwboocristiani, come avvenne per esempio in mwbosSpagna con la mwbowloro espulsione al termine della mwbo0mwbo4Reconquista.
Le conoscenze economiche ottomane intorno al mwbpaXVI secolo si basavano sui semplici concetti di mwbpeStato e Società secondo la tradizione del mwbpiMedio Oriente in cui l'obiettivo finale di un'entità politica era il suo consolidamento e l'estensione del potere del sovrano, in modo da ottenere risorse rendere prosperose le classi produttive.cite-ref-inalcik1970217-105-0[104] L'intento era quello di aumentare le entrate statali senza danneggiare i soggetti, per prevenire disordini sociali e mantenere intatta l'organizzazione tradizionale della società. Nella prima età moderna l'economia ottomana si espanse notevolmente, con tassi di crescita particolarmente elevati nella prima metà del mwbpcXVIII secolo. Il reddito annuo, adeguato all'inflazione dell'impero, quadruplicò tra il mwbpg1523 e il mwbpk1748.cite-ref-106[105]
Nell'Impero ottomano l'organizzazione dei funzionari del tesoro e della cancelleria venne sviluppata più che durante ogni altro governo islamico e, fino al mwbp8XVII secolo, fu tra le migliori tra tutti i modelli contemporanei.cite-ref-black-p199-107-0[106] Questa organizzazione portò allo sviluppo di una mwbqqburocrazia scribale (conosciuta come "uomini della penna") come un gruppo distinto, in parte formato da mwbqumwbqyulama altamente addestrati che dettero vita a un corpo professionale. L'efficacia di questi furono alla base del successo di molti grandi statisti ottomani.cite-ref-108[107]
Demografia
Una stima della popolazione residente tra il mwbri1520 e il mwbrm1535, pari a mwbrq11 692 480 abitanti, venne effettuata contando le famiglie nei registri delle decime ottomane e moltiplicando questo numero per cinque. Per ragioni poco chiare la popolazione nel mwbruXVIII secolo era inferiore a quella stimata per il mwbryXVI secolo. Nel mwbrc1831 venne effettuato il primo mwbrgcensimento che determinò il numero di mwbrk7 230 660 abitanti, un valore tuttavia considerato sottostimato in quanto tale censimento aveva l'obiettivo di registrare possibili coscritti.
I censimenti dei territori ottomani iniziarono solo all'inizio del mwbrsXIX secolo e sono disponibili dati ufficiali dal mwbrw1831 in poi, ma questi non coprivano l'intera popolazione. Per esempio il censimento del 1831 contava solo uomini e non era riuscito a comprendere l'intero impero. Per periodi precedenti le stime sul numero e sulla distribuzione della popolazione si basano su modelli demografici.
Tuttavia, sembra che la popolazione abbia iniziato a risalire alla fine del mwbr4XVIII secolo fino a raggiungere i 25–32 milioni prima del mwbr81800, con circa dieci milioni di residenti nelle sole province europee (principalmente nei Balcani), undici milioni nelle province asiatiche e circa tre milioni in quelle africane. La densità della popolazione era più alta nelle province europee, il doppio di quelle nell'mwbsaAnatolia, che a loro volta triplicavano la densità osservabile nell'mwbseIraq e nella mwbsiSiria, e cinque volte quella dell'mwbsmArabia.
Verso la fine dell'esistenza dell'impero l'mwbsuaspettativa di vita era di 49 anni, tuttavia le malattie mwbsyepidemiche e le mwbsccarestie causarono gravi cambiamenti demografici. Nel 1785 circa un sesto della popolazione egiziana morì di mwbsgpeste e mwbskAleppo vide la sua popolazione ridotta del 20%. Sei carestie colpirono l'Egitto tra il 1687 e il 1731 e l'ultima che colpì l'Anatolia accadde quattro decenni più tardi.
L'affermazione delle città portuali comportò un raggruppamento delle popolazioni, dovuto allo sviluppo di navi a vapore e ferrovie, mentre l'urbanizzazione aumentò tra il 1700 al il 1922. I miglioramenti nella salute e nei servizi igienico-sanitari resero le città più attraenti per vivere e per lavorare. Le città portuali, come mwbtqSalonicco in mwbtuGrecia, videro la propria popolazione incrementare da mwbty55 000 nel mwbtc1800 a mwbtg160 000 nel mwbtk1912 mentre mwbtoSmirne, che contava una popolazione di mwbts150 000 nel mwbtw1800, arrivò a mwbt0300 000 abitanti nel mwbt41914. Al contrario, alcune regioni subirono un calo della popolazione: per esempio mwbt8Belgrado diminuì di abitanti da mwbua25 000 a mwbue8 000, principalmente a causa di conflitti politici.
Le migrazioni economiche e politiche ebbero un impatto in tutto l'impero. Per esempio l'annessione russa e austriaca-asburgica delle regioni della mwbumCrimea e dei mwbuqBalcani comportarono un grande afflusso di rifugiati musulmani come i mwbuu200 000 mwbuytartari di Crimea in fuga a mwbucDobruja. Tra il 1783 e il 1913 circa 5-7 milioni di rifugiati si riversarono nell'Impero ottomano, di cui almeno 3,8 milioni provenivano dalla mwbugRussia. Alcune migrazioni lasciarono segni indelebili, come la tensione politica tra parti dell'impero (per esempio tra Turchia e mwbukBulgaria), mentre alcuni effetti centrifughi sono stati notati in altri territori. Anche l'economia fu colpita dalla perdita di artigiani, commercianti, produttori e agricoltori. Dal mwbuoXIX secolo gran parte della popolazione musulmana dei Balcani emigrò nell'attuale mwbusTurchia. Queste persone si chiamano mwbuwmwbu0Muhacir. Quando l'mwbu4Impero ottomano cessò di esistere nel mwbu81922 metà della popolazione urbana della Turchia discendeva da rifugiati musulmani dalla mwbvaRussia.
Religione
Secondo lo storico mwbvuHalil İnalcık, nell'epoca dei mwbvySelgiuchidi e nei primi anni di formazione dell'Impero ottomano, i popoli turchi che dettero vita a tali imperi furono prevalentemente mwbvcaleviti mwbvgbektashi, mentre le popolazioni precedenti furono essenzialmente cristiane, mwbvkortodosse o mwbvomonofisite. Le popolazioni mwbvsturkmene arrivate in Anatolia vennero influenzate spiritualmente da grandi personalità mwbvwsufi e dell'mwbv0Islam mwbv4eterodosso, come mwbv8Ahmed Yesevi, mwbwaYunus Emre, mwbweHajji Bektash Veli, mwbwiMevlana, mwbwmIbn Arabi, Abdal Musa e Kaygusuz Abdal. Molte prove suggeriscono che i fondatori dell'impero appartenessero a mwbwyconfraternite islamiche eterodosse vicine al bektashismo. La prima mwbwcmwbwgmadrasa (università teologica) venne fondata da Dawūd al-Qayṣarī che insegnò il concetto della mwbwometafisica Sufi. Per Levent Kayapinar, fino al mwbwwXIV-mwbw0XV secolo, gli aleviti bektashi furono in maggioranza tra gli appartenenti all'impero di lingua turca.
Prima del 1517 l'Impero ottomano non possedeva una religione ufficiale e non era basato su un sistema religioso. Nell'anno precedente gli ottomani misero fine al mwbw8califfato dei Mamelucchi e Selim I si nominò mwbxacaliffo deponendo l'ultimo mwbxecaliffo abbaside del Cairo Al-Mutawakkil III, segnando una svolta epocale nella storia religiosa dell'impero: Selim scelse, infatti, il mwbxmsunnismo come religione ufficiale per il suo popolo.cite-ref-109[108] In tal modo, il sultano ottomano si distinse dal suo grande rivale lo mwbxgScià Isma'il I, capostipite della mwbxkdinastia Safavide e seguace dello mwbxosciismo e di mwbxsAhl al-Bayt. Circa duemila mwbxwmwbx0ulema vennero fatti arrivare dall'mwbx4Università al-Azhar del mwbx8Cairo con lo scopo di "sunnizzare" l'impero. Da quel momento i capi religiosi mwbyaaleviti, bektashi e mwbyemevlevi, all'origine dell'islamizzazione dell'Anatolia e dei Balcani, vennero giustiziati o deportati. L'alevismo venne considerato mwbyieretico dal governo ottomano oramai sunnita e Selim avviò una politica di denigrazione, repressione e assimilazione o conversione degli aleviti che durò fino all'era repubblicana.
Nonostante che l'mwbyqIslam fosse divenuta la religione ufficiale, all'interno dell'impero e per tutta la sua storia convissero diverse confessioni. I mwbyucristiani e gli mwbyyebrei vennero considerati "mwbycmwbygdhimmi" e organizzati in "mwbykmillet" (comunità): quella dei mwbyoRūm ("romani"), mwbysmwbywRūm millet, riunì i mwby0cristiani ortodossi, ex cittadini dell'mwby4Impero romano d'Oriente, mentre quella degli mwby8Ermeni raggruppò i mwbzamiafisiti della mwbzechiesa apostolica armena. Queste comunità non musulmane vennero esentate dal servizio militare, ma d'altra parte, soggette a una maggiore tassazione, chiamata mwbzimwbzmharaç, e al mwbzqmwbzudevscirme, due imposizioni che incoraggiarono molti a convertirsi all'Islam mwbzysunnita. Sebbene fosse possibile per i cristiani erigere le proprie mwbzcchiese nel territorio dell'impero a essi venne vietato di suonare le mwbzgcampane.cite-ref-110[109] Nonostante questa sorta di “tolleranza religiosa” presente nell'impero, le conquiste degli eserciti ottomani vennero accompagnate dalla distruzione di numerosi edifici religiosi: si pensi che delle mwbz01 300 chiese e monumenti religiosi presenti in mwbz4Serbia prima dell'arrivo dei turchi, nel mwbz8XVI secolo si contavano solamente 14 chiese cattoliche attive. Inoltre, il peso della repressione contro i cristiani provocò vari esodi, tra cui quello del 1690 in cui mwbaa37 000 famiglie serbe dovettero lasciare le proprie case per trovare rifugio nell'mwbaeImpero asburgico o quelli che videro molti mwbaibulgari e mwbamarumeni abbandonare, tra il mwbaqXVI e il mwbauXIX secolo, i loro territori per stabilirsi nelle più autonome mwbayRomania e mwbacMoldavia.
Cultura
Gli Ottomani assorbirono alcune delle mwbawtradizioni, dell'mwba0arte e delle istituzioni delle mwba4culture nelle regioni che conquistarono e vi aggiunsero nuove dimensioni. Numerose tradizioni e tratti culturali dei precedenti imperi (in campi come l'mwba8architettura, la mwbbacucina, la mwbbemusica, il tempo libero e il mwbbigoverno) furono adottati dai turchi ottomani, che li svilupparono in nuove forme, dando vita a una nuova identità culturale tipicamente ottomana. Sebbene la lingua letteraria predominante dell'Impero ottomano fosse il turco, il mwbbmpersiano era la lingua veicolare preferita per la proiezione di un'immagine imperiale.cite-ref-111[110]
La mwbb4schiavitù era una parte della società ottomana,cite-ref-112[111] con la maggior parte degli schiavi impiegati come domestici. La mwbcmschiavitù agricola, come quella diffusa nelle Americhe, era relativamente rara. A differenza di altri sistemi schiavisti, gli schiavi secondo la legge islamica non erano considerati beni mobili, ma mantenevano diritti fondamentali, sebbene limitati. Questo dava loro un grado di protezione contro gli abusi.cite-ref-113[112] Le schiave erano ancora vendute nell'impero fino al 1908.cite-ref-114[113] Durante il mwbcwXIX secolo l'impero subì la pressione dei Paesi dell'mwbc0Europa occidentale per bandire la pratica. Le politiche sviluppate da vari sultani nel corso del XIX secolo tentarono di ridurre la tratta degli mwbc4schiavi ottomani, ma essa ebbe secoli di sostegno e di sanzioni religiose e pertanto non fu mai abolita nell'impero.cite-ref-115[114]
Gli ottomani adottarono le tradizioni e la cultura burocratica persiana. I sultani diedero anche un importante contributo allo sviluppo della letteratura persiana.cite-ref-116[115]
Istruzione
Nell'Impero ottomano ogni millet stabiliva un sistema scolastico al servizio dei suoi membri.cite-ref-117[116] L'mwbeqistruzione, quindi, era largamente suddivisa su linee etniche e religiose: erano pochi i non musulmani che frequentavano scuole per studenti musulmani e viceversa. La maggior parte delle istituzioni che serviva tutti i gruppi etnici e religiosi insegnavano in mwbeufrancese o altre lingue.cite-ref-118[117]
Letteratura
I due flussi principali della mwbe4letteratura scritta ottomana erano la mwbe8poesia e la mwbfaprosa. La poesia era di gran lunga la corrente dominante. Fino al mwbfeXIX secolo la prosa ottomana non conteneva alcun esempio di finzione: non c'erano controparti, come per esempio, il romanzo, il racconto o il romanzo europeo. Tuttavia esistevano i generi analoghi, sia nella letteratura popolare turca che nella poesia mwbfidiwan.
La poesia del diwan ottomano era una forma d'arte altamente ritualizzata e simbolica. Dalla poesia persiana che in gran parte l'ha ispirata, ha ereditato una ricchezza di simboli i cui significati e le interrelazioni - entrambi di similitudine (مراعات نظير mura'ât-i nazîr / تناسب tenâsüb) e opposizione (تضاد tezâd) erano più o meno prescritti. La poesia diwan era composta attraverso la giustapposizione costante di molte di queste immagini all'interno di una rigida cornice metrica, consentendo così l'emergere di numerosi potenziali significati. La stragrande maggioranza era di natura lirica: o mwbfqgazel (che costituiscono la maggior parte del repertorio della tradizione), o mwbfukasîdes. Vi erano, tuttavia, altri generi comuni, in particolare il mwbfymesnevî, una specie di romanzo in versi e quindi una varietà di poesia narrativa; i due esempi più notevoli di questa forma sono il mwbfcLeyli e mwbfgMajnun di mwbfkFuzûlî e lmwbfo'mwbfsHüsn ü Aşk di Şeyh Gâlib. Il mwbf0mwbf4Seyahatnâme di mwbf8Evliya Çelebi (1611–1682) è un eccezionale esempio di letteratura di viaggio.cite-ref-119[118]cite-ref-120[119]
Fino al mwbg4XIX secolo la prosa ottomana non si sviluppò nella misura in cui lo fece la poesia diwan contemporanea. Gran parte della ragione risiede nell'aspettativa che la prosa aderisse alle regole del mwbg8saj' (سجع, anche traslitterato come seci), o prosa in rima,cite-ref-121[120] un tipo di scrittura discendente dall'arabo mwbhqsa'e che prescriveva che tra ogni aggettivo e nome in una stringa di parole, come una frase, doveva esserci una rima. Inoltre, vi era una tradizione di prosa nella letteratura del tempo, sebbene di natura esclusivamente non fittizia. Un'apparente eccezione fu Muhayyelât ("Fantasie") di Giritli Ali Aziz Efendi, una raccolta di storie fantasiose scritta nel mwbhu1796, sebbene non pubblicata fino al mwbhy1867. Il primo romanzo pubblicato nell'Impero ottomano fu di un armeno di nome Vartan Pasha. Pubblicato nel mwbhc1851, il romanzo si intitolava "La storia di Akabi" (turco: Akabi Hikyayesi) ed era scritto in turco ma con caratteri armeni.cite-ref-122[121]cite-ref-123[122]cite-ref-124[123]
A causa degli stretti legami storici con la mwbiuFrancia, la mwbiyletteratura francese finì per costituire la principale influenza occidentale sulla letteratura ottomana per tutta la seconda metà del mwbicXIX secolo. Di conseguenza, molti degli stessi movimenti prevalenti in Francia durante questo periodo avevano anche i loro equivalenti ottomani; nella tradizione della prosa ottomana in via di sviluppo, per esempio, l'influenza del romanticismo può essere vista durante il periodo Tanzimat, e quella dei movimenti realista e naturalista nei periodi successivi; nella tradizione poetica, d'altra parte, furono i movimenti simbolisti e parnassiani a diventare preminente.cite-ref-125[124]
Molti degli scrittori del periodo Tanzimat scrissero simultaneamente in diversi generi; per esempio, il poeta Namık Kemal, ha scritto anche l'importante romanzo del 1876 İntibâh ("Risveglio"), mentre il giornalista İbrahim Şinasi è noto per avere scritto, nel 1860, la prima commedia moderna turca, la commedia in un atto "Şair Evlenmesi" (" Il matrimonio del poeta "). Il romanziere mwbi8Ahmed Midhat Efendi ha scritto romanzi importanti in ciascuno dei principali movimenti: mwbjaRomanticismo (Hasan Mellâh yâhud Sırr İçinde Esrâr, 1873; mwbjeRealismo (Henüz on Yedi Yaşında, 1881; "Solo diciassette anni") e mwbjiNaturalismo (Müşâhedât, 1891; "Osservazioni"). Questa diversità era in parte dovuta al desiderio degli scrittori del Tanzimat di diffondere quanto più possibile la nuova letteratura, nella speranza che avrebbe contribuito a una rivitalizzazione delle strutture sociali ottomane.cite-ref-126[125]
Architettura
L'architettura ottomana venne influenzata da quella mwbkapersiana, mwbkebizantina, mwbkigreca e mwbkmislamica. Durante il primo periodo dell'architettura ottomana, essa si trovò alla ricerca di nuove idee; successivamente vi fu il periodo classico dell'architettura, quando raggiunse il massimo della sua fiducia; nel periodo di stagnazione e decadenza si assistette a un allontanamento da questo stile.cite-ref-127[126]
Se nei primi anni di vita dell'impero l'architettura ottomana si concentrò soprattutto sui mwblkcaravanserragli, considerati delle “basiliche mercantili”, con il passare del tempo le mwblomoschee presero sempre più importanza. Se nel mwblsXV secolo la moschea con pianta a T rovesciata era la più frequente tra quelle progettate all'interno dell'impero, con la mwblwconquista di Costantinopoli gli architetti ottomani iniziarono a studiare la mwbl0basilica di Santa Sofia traendone ispirazione e introducendo le moschee a cupola unica.cite-ref-128[127] Tra questi architetti spicca il nome di mwbmiMi'mār Sinān, considerato l'iniziatore dell'architettura classica ottomana: reclutato con il mwbmmmwbmqdevscirme, durante la sua lunga vita progettò circa 360 edifici tra cui tombe, mwbmuhammam, ponti e moschee; di queste ultime le più celebri sono la mwbmySüleymaniye camii, la mwbmcmwbmgSelimiye camii e la mwbmkmwbmoRüstem Paşa Camii.cite-ref-129[128]
Esempi di architettura ottomana del periodo classico, oltre ad mwbnaIstanbul ed mwbneEdirne, si possono osservare anche in mwbniEgitto, in mwbnmEritrea, in mwbnqTunisia, a mwbnuAlgeri, nei mwbnyBalcani ed in mwbncRomania, dove furono costruite mwbngmoschee, mwbnkponti, fontane e scuole. L'arte della decorazione ottomana si sviluppò con una moltitudine di influenze dovute all'eterogeneità etnica che caratterizzava l'Impero ottomano. Il più grande degli artisti di corte arricchì l'impero con molte influenze artistiche pluralistiche, come mescolare l'mwbnoarte tradizionale bizantina con elementi dell'mwbnsarte cinese.cite-ref-130[129]
Sinān venne considerato così magnifico che i suoi successori continuarono a trarne ispirazione senza introdurre particolari idee nuove seppur arrivando ad alti risultati come per la celebre mwboeMoschea Blu realizzata all'inizio del mwboiXVII secolo a mwbomCostantinopoli su progetto di mwboqSedefkar Mehmed Agha. A partire dal Settecento gli architetti ottomani vennero contaminati dall'architettura europea; tra i più importanti esempi di questo secolo la mwboumoschea di Yeni Valide e la mwboyMoschea di Eyüp Sultan.cite-ref-131[130]
Durante il mwbowperiodo dei tulipani l'Impero ottomano venne influenzato degli stili altamente ornati in voga nell'mwbo0Europa occidentale; mwbo4barocco, mwbo8rococò, mwbpaimpero e altri stili mescolati. I concetti di architettura ottomana si concentrano principalmente sulla mwbpemoschea, interpretata come integrante della società, dell'urbanistica e della vita comune. Oltre a essa è possibile trovare buoni esempi di architettura ottomana nelle mense, nelle scuole teologiche, negli ospedali, nei bagni turchi e nelle tombe. Tra le moschee più tarde, con forti influssi mwbpibarocchi e mwbpmneoclassici si possono citare la mwbpqMoschea di Ortaköy e la mwbpuMoschea di Pertevniyal Valide Sultan.cite-ref-132[131]
Arti decorative
La tradizione delle mwbqaminiature ottomane, realizzate per illustrare mwbqemanoscritti o utilizzate in pubblicazioni dedicate, fu fortemente influenzata dall'arte mwbqipersiana, sebbene includesse anche elementi della mwbqmtradizione bizantina dei mwbqqmanoscritti miniati. Un'accademia greca di pittori, il mwbquNakkashane-i-Rum, venne fondata nel mwbqyPalazzo di Topkapı nel mwbqcXV secolo, mentre all'inizio del secolo successivo venne aggiunta anche una simile accademia persiana, la mwbqgNakkashane-i-Irani.cite-ref-133[132]cite-ref-134[133]
L'arte della mwbritessitura dei mwbrmtappeti era particolarmente significativa nell'Impero ottomano, in quanto essi avevano un'importanza elevatissima sia per essere utilizzati come arredi decorativi, ricchi di simbolismi religioso e non, sia come utilizzo pratico poiché era consuetudine entrare scalzi negli alloggi. La tessitura di tali tappeti ebbe origine nelle culture nomadi dell'mwbrqAsia centrale (essendo i tappeti una forma di arredamento facilmente trasportabile) e alla fine si diffuse nelle società stanziate dell'mwbruAnatolia. I turchi usavano tappeti, e mwbrymwbrckilim non solo sui pavimenti ma anche come appesi alle pareti e alle porte per fornire un ulteriore isolamento. Furono anche comunemente donati alle moschee, che spesso ne accumularono grandi raccolte.cite-ref-135[134]
Musica e arti performative
La mwbskmusica classica ottomana costituì una parte importante dell'educazione dell'élite dell'impero. Numerosi sultani ottomani erano musicisti e compositori affermati, come mwbsoSelim III, le cui composizioni vengono spesso eseguite ancora oggi. La musica classica ottomana nacque principalmente da una confluenza di musica bizantina, armena, mwbswaraba e persiana. La sua mwbs4composizione è organizzata attorno a mwbs8unità ritmiche chiamate mwbtausul, che sono in qualche modo simili al mwbtemetro nella musica occidentale, e mwbtiunità melodiche chiamate mwbtmmakam, che hanno una certa somiglianza con i mwbtqmodi musicali occidentali.
Gli strumenti utilizzati furono anch'essi il risultato di una combinazione tra strumenti anatolici e dell'Asia centrale (il mwbtymwbtcsaz, il mwbtgbağlamamwbtk, il mwbtokemence), altri mediorientali (mwbtsmwbtwoud, mwbt0mwbt4tanbur, mwbt8mwbuaqanun, mwbuemwbuiney) e, più avanti nel tempo, alcuni occidentali (il mwbumviolino e il mwbuqpianoforte). Per via di una divisione geografica e culturale tra la capitale e le altre aree nell'impero ottomano nacquero due stili musicali ben distinti: la musica classica ottomana e quella folclorica.
Il tradizionale mwbuyteatro d'ombre turco, con i protagonisti mwbucmwbugkaragöz e mwbukmwbuoHacivat, si diffuse in tutto l'impero presentando personaggi che rappresentavano tutti i principali gruppi etnici e sociali. Le sue esatte origini sono sconosciute, forse risalgono a una più antica tradizione centro asiatica arrivata a mwbusBursa e da li diffusasi in tutto l'impero.cite-ref-136[135]
Cucina
Quando si parla di “cucina ottomana” ci si riferisce a quella in uso nella capitale Costantinopoli e nelle principali città, dove l'aggregarsi di diverse culture dette origine a piatti caratteristici comuni alla maggior parte della popolazione, indipendentemente dall'etnia e dal paese di provenienza. Questa cucina variegata venne poi affinata nelle cucine del Palazzo Imperiale da cuochi arrivati dalle diverse parti dell'impero per poi diffondersi nella popolazione. In essa convissero diverse influenze provenienti dalla cucina turca, armena, mediorientale greca e balcanica, senza dimenticare quella mwbvwabbasside e quella mwbv0persiana da cui arrivò, tra l'altro, l'uso del riso.cite-ref-137[136]
Tra i piatti più antichi della tradizione ottomana vi è la mwbwmçorba, una mwbwqminestra, realizzata con ingredienti diversi tra cui quella con la mwbwutrippa è ancora oggi molto diffusa, oppure la mwbwyrişte che consiste in pasta cotta in forma di quadratini o vermicelli.cite-ref-138[137] La carne, principalmente mwbwscacciagione, cervi, agnelli, vacche selvatiche o polli, veniva frequentemente stufata (mwbwwyahni) o cotta allo spiedo.cite-ref-139[138] In ogni caso la scelta delle carni seguì le indicazioni religiose che stabilivano quali fossero proibiti (mwbxemwbxiharām) o concessi (mwbxmmwbxqhalāl).cite-ref-140[139] Da un resoconto relativo a un banchetto del mwbxk1433 del sultano mwbxoMurad II sappiamo che sulle tavole ottomane il pesce trovava spazio, seppur raramente. Eccezione fece Maometto II, unico tra i sultani ad apprezzarlo vivamente.cite-ref-141[140] I dolci erano molto comuni e tra gli ingredienti si faceva ampio ricorso al miele, alla frutta, alle noci e alle castagne. Il mwbx8sorbetto al limone, accompagnato da biscotti, era una bevanda assai diffusa come la mwbyamwbyeboza o il mwbyibal suyu una birra a base di miele e luppolo fermentato a lungo.cite-ref-142[141] Per quanto riguarda il divieto di bere mwbycbevande alcoliche, esso non fu sempre rigidamente osservato dagli ottomani, ma solamente per brevi periodi a seconda degli ordini del sultano in quel momento al potere.cite-ref-143[142]
Con l'espansione verso i mwby0Balcani, avvenuta dal mwby4XVI secolo, gli ottomani ebbero a disposizione per i loro piatti sempre più carne bovina, formaggio (cacio e di pecora, soprattutto) modificando le loro tradizioni culinarie che nel frattempo erano sempre più influenzate dalla religione musulmana.cite-ref-144[143] Nel 1554 a Costantinopoli venne aperta la prima mwbzmmwbzqkahvehane (caffetteria); il mwbzucaffè era già conosciuta dai mwbzydervisci o tra le fasce più ricche della popolazione, ma da quel momento fu disponibile per tutto il popolo. La bevanda fu inizialmente al centro di una disputa religiosa, con il celebre giurista mwbzcEbussuud Efendi che emise una mwbzgmwbzkfatwā che lo vietava, ma che poi, verso la fine del secolo, complice l'imponente diffusione, venne ritirata e resa lecita.cite-ref-145[144]
A partire dal mwbz8XVIII secolo si assistette a una vera rivoluzione nella cucina ottomana: andò a diminuire l'uso delle mwb0aspezie, venne abbandonata l'antica pratica persiana di cuocere insieme carne e frutta, le tipologie di minestre si moltiplicarono arrivando a contarne quaranta diverse, comparve il mwb0emwb0ikebab e lo mwb0mmwb0qyahni,cite-ref-146[145] mentre gli influssi occidentali presero sempre più spazi tanto che, nella cosmopolita Costantinopoli, aprirono ristoranti di mwb0kcucina francese e mwb0oinglese.cite-ref-147[146] Fu soltanto nella prima metà del mwb08XX secolo che iniziò a diffondersi il mwb1atè, ma in breve tempo ebbe una tale diffusione da diventare un elemento imprescindibile della vita sociale degli ottomani.cite-ref-148[147]
Con la fine dell'impero la cucina ottomana terminò la sua storia, tuttavia molti piatti oggi comuni nella regione discendono dai gusti del tempo, come lo mwb1yyogurt, il mwb1cdöner kebab/ mwb1ggyros/mwb1kshawarma, il mwb1ocacık/mwb1stzatziki, l'mwb1wayran, il pane mwb10pita, il formaggio mwb14feta, la mwb18baklava, lo mwb2alahmacun, la mwb2eMoussakà, il mwb2ikufta, il mwb2mbörek, il mwb2qrakı/mwb2urakia/mwb2ytsipouro, il mwb2cmeze, i mwb2gdolma, le mwb2ksarmale, il riso mwb2opilaf, il mwb2scaffè turco, il mwb2wsucuk, il mwb20kishk, il mwb24manti, il mwb28lavash, il mwb3akanafeh e altro ancora.
Scienza e tecnologia
Nel corso di tutta la storia dell'Impero ottomano la mwb3gscienza ha continuato a svilupparsi costantemente e gli scienziati godettero di prestigio e protezione. Nei primi anni dell'impero gli studiosi di scienze provenivano dai più grandi centri culturali del mondo musulmano, come l'mwb3kEgitto, la mwb3oSiria, l'mwb3sIraq e il mwb3wTurkestan, ma con le espansioni territoriali del mwb30XIV e mwb34XV secolo alcune tra le più importanti città ottomane divennero luoghi di formazione di intellettuali, come Bursa, Edirne, mwb38Skopje e Costantinopoli. Se agli inizi le discipline studiate riguardarono soprattutto la mwb4ateologia, la mwb4efilosofia, la mwb4imistica e la mwb4mreligione, a partire dal mwb4qXV secolo iniziarono a emergere la mwb4umatematica, la mwb4ygeografia, le mwb4cscienze naturali e l'mwb4gastronomia.cite-ref-treccaniscienza-149-0[148]
Fu proprio l'mwb44astronomia uno dei campi di ricerca più seguiti dagli ottomani; tanto che la prima opera scientifica tradotta in lingua turca fu il lavoro di mwb48Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī riguardante l'astronomia e la compilazione dei calendari. L'astronomo mwb5aQadi-zade-i Rumi, dotato di grande influenza, contribuì enormemente all'evoluzione della letteratura scientifica ottomana e i suoi commentati formarono generazioni di studiosi anche al di fuori dell'impero. Tra i suoi discepoli mwb5e'Ali al-Qushji, originario di mwb5iSamarcanda ma poi invitato a Costantinopoli dal sultano Maometto II, che fondò nella capitale la mwb5mmwb5qSahn-ı Seman Medrese dove si studiavano diverse discipline scientifiche.cite-ref-treccaniscienza-149-1[148]
Nel campo della medicina Sabuncuoğlu Şerafeddin, la cui fama si estese fino alla mwb6aPersia, scrisse nella prima metà del mwb6eXV secolo un trattato di mwb6ichirurgia, Ǧarāḥiyyāt al-ḫāniyya, contenente anche una traduzione del celebre chirurgo mwb6mandaluso mwb6qAbu al-Qasim al-Zahrawi del mwb6uX secolo. Sebbene la mwb6ygeografia non si affermò mai tra le materie tipiche insegnate nella mwb6cmadrase, essa si sviluppò velocemente a partire dal XV-mwb6gXVI secolo quando gli ottomani iniziarono a viaggiare per mare e la mwb6kcartografia divenne una necessità imprescindibile. Una delle opere più celebri al riguardo è la mwb6omappa di Piri Reis del 1513. Fu comunque a partire dal regno di mwb6sSolimano I che la ricerca scientifica andò a intensificarsi grazie al sostegno da parte del governo che continuò a sovvenzionarle. Fu da allora che nacquero istituzioni imperiali a carattere scientifico, come il medico di corte (mwb6wḥakīmbaşılık) o l'astronomo di corte (mwb60muneccimbaşılık). Tra gli scienziati più celebri del XVI secolo vi fu senza dubbio l'astronomo mwb64Taqī al-Dīn Muḥammad ibn Maʿrūf che costruì, nel 1577, l'mwb68Osservatorio di Istanbul di Taqi al-Din, dove vennero eseguite osservazioni fino al 1580. Egli fu in grado di calcolare l'mwb7aeccentricità dell'orbita del mwb7eSole e il moto annuale dell'mwb7iapogeo. Taqi al-Din fu anche autore di numerosi testi che spaziarono dalla fisica, alla matematica, alla meccanica, alla mwb7mzoologia e, naturalmente, all'astronomia. I suoi studi permisero di mettere a punto strumentazioni scientifiche e metodi matematici fondamentali per le osservazioni della volta celeste.cite-ref-treccaniscienza-149-2[148]
A causa di un rallentamento nell'innovazione tecnologica rispetto all'occidente, a partire dagli inizi del mwb7kXVIII secolo i governi ottomani premettero affinché si studiasse la tecnologia Europea e venissero tradotti in turco le opere fondamentali. Durante il cosiddetto mwb7operiodo dei tulipani, grazie anche all'influenza occidentale, vi fu un sostanziale sviluppo della tecnica e della scienza. Ma fu solo grazie al progresso della stampa, prima osteggiata dagli integralisti religiosi, avvenuto nel mwb7sXIX secolo che si poté accelerare l'evoluzione tecnologica. Tra i più importanti scienziati degli ultimi tre secoli dell'Impero ottomano si ricordano: l'astronomo e architetto mwb7wBahāʾ al-dīn al-ʿĀmilī, il matematico Gelenbewī Ismā῾īl Efendī e gli astronomi Ġāzī Aḥmad Muḫtār Pāšā e Mehmed Fatin Gökmen, quest'ultimo fondatore dell'mwb78osservatorio di Kandilli a Istanbul e promotore di una rinascita, tre secoli dopo Taqī al-Dīn, degli studi astronomici in turco.cite-ref-treccaniscienza-149-3[148]
Lingua
Il mwb8wturco ottomano era la lingua ufficiale dell'impero, fortemente influenzata dal persiano e dall'mwb80arabo, faceva parte delle mwb84lingue oghuz a loro volta un ramo delle mwb88lingue turche. Inoltre, gli ottomani utilizzavano altre lingue: il turco veniva parlato dalla maggior parte della popolazione in Anatolia e dalla maggioranza dei musulmani dei Balcani tranne che in Albania e mwb9aBosnia; il persiano era utilizzato solo da una minoranza di persone molto colte;cite-ref-bertold-spuler-page-69-150-0[149] l'arabo era parlato principalmente in Arabia, Iraq, mwb9uKuwait, nel Levante e in alcune parti del mwb9yCorno d'Africa; la mwb9clingua berbera era diffusa nel mwb9gMaghreb. Negli ultimi due secoli l'uso di queste lingue divenne più limitato, tuttavia specifico: il persiano serviva principalmente come lingua letteraria per i colti,cite-ref-bertold-spuler-page-69-150-1[149] mentre l'arabo veniva utilizzato nelle preghiere islamiche. Il turco, nella sua variante ottomana, era un linguaggio militare e amministrativo fin dai tempi nascenti degli ottomani. La costituzione ottomana del 1876 sancì ufficialmente lo status imperiale ufficiale del turco.cite-ref-151[150]
A causa di un basso tasso di mwb-ialfabetizzazione tra la popolazione (circa il 2-3% fino all'inizio del mwb-mXIX secolo e circa il 15% verso la fine) la gente comune doveva assumere scribi come "scrittori di richieste speciali" (mwb-qarzuhâlcis) per essere in grado di comunicare con il governo.cite-ref-152[151]cite-ref-153[152] I gruppi etnici continuarono a parlare nelle loro famiglie e nei propri quartieri (mwb-0mahalles) per mezzo delle loro lingue (come avvenne per esempio per i sefarditi, gli armeni e i greci). Nei mwb-4villaggi in cui due o più popolazioni vivevano insieme, gli abitanti parlavano spesso la lingua l'uno dell'altro. Nelle città cosmopolite, spesso le persone parlavano le proprie lingue di origine; molti fra coloro che non appartenevano al gruppo etnico dei turchi parlavano il mwb-8turco come seconda lingua.
Note
mwb-mEsplicative
cite-note-7N 1. ↑ Il termine mwb-kdevlet, dall'mwb-oarabo mwb-sdawla, significava anche "dinastia". Il transito semantico verificatosi sottolinea le dinamiche storiche che portarono al concetto di stampo occidentale di "Stato". Si veda di mwb-wBernard Lewis mwb-0Il linguaggio politico dell'Islam, Roma-Bari, Laterza, 1991.).
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Voci correlate
• mwdgyGuerre ottomano-asburgiche
• mwdggInno imperiale ottomano
• mwdgwŞehzade Ertuğrul Osman
• mwdg4Selgiuchidi
• mwdhaSublime porta
• mwdhiTrattato di Sèvres
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Collegamenti esterni
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